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Vini biodinamici. Cosa sono? In cosa consistono?

21/01/2015 Produzione del vino

Da un po' di tempo a questa parte, stiamo osservando come il settore vinicolo stia vivendo una vera e propria rivoluzione nei metodi tradizionali di produzione del vino. Un ritorno alle origini in molti casi, che persegue come obiettivo finale l'ottenimento di vini con identità, molto più personali, rispettosi dell'ambiente e meno standardizzati.

Oggi ci fa piacere parlare di un concetto sempre più ricorrente nel settore: la viticoltura biodinamica. Cos'è? Quali processi implica? E soprattutto, come influisce la biodinamica sul vino?

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Corna di vacca utilizzate nelle cantine Parés Baltà per la preparazione del “preparato 500”.

La viticoltura biodinamica è un metodo di agricoltura basato sulle idee del filosofo croato Rudolf Steiner, nato nel XIX secolo e fondatore della corrente di pensiero chiamata antroposofia.

La differenza principale rispetto agli altri metodi di agricoltura si riassume nel fatto che gli agricoltori biodinamici considerano la fattoria come un'entità organica unica che a sua volta contiene diversi organismi interdipendenti. Questa idea persegue e difende la recupero dell'ecosistema e l'equilibrio dello sfruttamento, rigenerando l'attività biologica e batterica dei suoli, rinunciando rigorosamente a pesticidi e fertilizzanti industriali.

Al loro posto, si utilizzano tutta una serie di preparati naturali, che forse possono sembrarci un po' sorprendenti. Un buon esempio è il noto “preparato 500” che consiste nell'interrare un corno di vacca pieno di letame durante l'estate per dissotterrarlo più tardi e diluire il suo contenuto in una grande quantità di acqua con cui si spruzza il vigneto dopo averlo agitato prima in senso orario e poi in senso antiorario.

E infatti, sebbene la biodinamica, come non potrebbe essere altrimenti, rispetti rigorosamente i requisiti della viticoltura biologica, ha anche un importante componente credenziale, in cui si tiene sempre conto del calendario biodinamico astrale e dell'influenza delle lune e delle costellazioni sulla terra e sul vigneto.

Ma al di là di metodi e credenze, la domanda veramente importante è: La viticoltura biodinamica influisce positivamente sulla qualità del vino?

Molti considerano queste pratiche come assurde, e altrettanti difendono strenuamente le loro virtù. Ciò che è chiaro, è che questa idea di viticoltura si costruisce dal massimo rispetto e cura del vigneto, il che quasi sempre si traduce in una buona materia prima con cui poter elaborare grandi vini.

Sebbene queste pratiche siano sempre più diffuse, poche sono le cantine che possiedono la certificazione Demeter, l'organismo internazionale che accredita le buone pratiche biodinamiche in viticoltura. Questo fatto è spesso dovuto all'alto costo e alla burocrazia necessari per ottenere questa certificazione.

Cogliamo l'occasione per consigliarti tre eccellenti vini biodinamici provenienti da cantine con certificazione accreditata. Non perderteli. Ti piaceranno:

Celler Can Credo Aloers. Un 100% Xarel·lo traboccante di personalità quello che ci porta Celler Credo di Recaredo. Un vino marcatamente varietale e di terroir. Fresco, serio e strutturato.

Parés Baltà Mas Irene. Ottimo coupage di Cabernet Franc e Merlot proveniente dalla Bodega Parés Baltà. Intenso, elegante e succoso. Ben strutturato, con un ottimo equilibrio tra frutta e barrique.

Recaredo Subtil Gran Reserva Brut Nature. E infine, un cava maestoso di Cavas Recaredo, cantina di riferimento nel Penedès e sinonimo di cavas della massima qualità. Tutta sottigliezza, complessità e freschezza.

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