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Scoprendo Recaredo con Ton Mata

25/09/2025 Interviste
Scoprendo Recaredo con Ton Mata

Generazione dopo generazione, Recaredo ha difeso il suo modo di fare: sboccatura manuale, tappo di sughero e brut nature di qualità. Un vero omaggio alle origini, quando il nonno di Ton Mata decise di sostituire il mattone con la bolla e divenne un vero esperto nell'arte della sboccatura manuale.

La prima cosa che colpisce arrivando a Recaredo è scoprire una cantina storica che continua a pulsare nel cuore di Sant Sadurní d’Anoia (Penedès). In un'epoca in cui la maggior parte delle cantine si sono trasferite in periferia per guadagnare spazio e comodità, Recaredo resiste all'interno del centro urbano. Non è la scelta più facile né la più comoda, ma è il modo migliore per onorare le sue radici e mantenere viva la memoria del paese.


Oggi, quell'essenza si respira in ogni angolo della cantina. Un progetto affascinante dove modernità e tradizione convivono con un gusto impeccabile. Ma presto si comprende che il vero motore di Recaredo è Ton Mata. Il suo sguardo brilla con l'entusiasmo di elaborare i primi vini spumanti mediterranei di terroir. Cartesiano di formazione e umanista di azione, ha trasformato il suo lavoro in un progetto vitale condiviso con il suo team. Disciplinato, modesto e profondamente orgoglioso del suo retaggio, Ton ha trasformato Recaredo in un laboratorio vivente dove tradizione e avanguardia dialogano ogni giorno.

Dall'aeronautica al terroir

Il percorso di Ton verso il vino non è stato lineare. Dopo un viaggio iniziatico lontano da casa, scoprì che tutto ciò che cercava di prezioso era già a casa sua. Studiò aeronautica a Madrid, ma presto comprese che non aveva il profilo dell'ingegnere e decise di riconciliarsi con le sue radici. Si dedicò all'enologia, apprendendo la viticoltura e condividendo esperienze con coloro che oggi sono punti di riferimento del settore.


Prima di dirigere la cantina, vendemmiò con le proprie mani, immergendosi nella vita della vigna. Come dice lui: “Bisogna iniziare dal basso”. Per Ton, comprendere le pietre bianche calcaree del Serral del Vell, una delle sue parcelle più emblematiche, è tanto importante quanto interpretare il ciclo delle stelle. Ogni elemento del terroir, dal suolo al cielo, si riflette nei suoi vini.

Una terza generazione che trasforma l'eredità

Percorrere la cantina è viaggiare attraverso la storia di Recaredo. Il nonno di Ton ha posto le basi, suo padre e suo zio hanno portato la viticoltura a un altro livello, e Ton, insieme ai suoi cugini, ha compiuto un salto qualitativo che definisce la terza generazione. Dopo oltre 20 anni di lavoro costante, la famiglia è riuscita a fermentare unicamente con lieviti propri, eliminare lo zucchero di canna e puntare sull'autenticità di ogni parcella.


Da questa filosofia nasce Turó d’en Mota, il primo spumante del Penedès di una sola parcella e monovarietale di xarel·lo, un vino che riflette l'essenza del terroir e la personalità della vigna in ogni bottiglia. In esso si percepisce l'ossessione di Ton per fare in modo che lo spumante mediterraneo sia un vero vino di terroir, fedele al suo suolo, al suo clima e alla sua tradizione. E la verità è che ci è riuscito con grande successo.

Dalla scienza alla coscienza: biodinamica di cuore

Ton è arrivato alla biodinamica partendo dal rigore tecnico —“per un cartesiano era più facile”—, ma con gli anni l'ha trasformata in un umanesimo applicato. Per lui, la biodinamica non è solo agricoltura: è come si organizzano i team, come si lavora con coscienza in ogni compito e come si rispetta il ciclo vitale del vigneto e delle persone.


“Potare immaginando il vino che verrà non è lo stesso che potare senza coscienza; quella piccola differenza cambia tutto”, ci dice convinto. È un percorso esigente che richiede pazienza, ma con ogni anno si nota il progresso. E si nota come Ton contagi questa filosofia a tutti coloro che lavorano al suo fianco.

Corpinnat: un progetto che rafforza il Penedès

Uno dei grandi traguardi di Recaredo è il suo ruolo chiave nella creazione di Corpinnat, il marchio collettivo europeo che ha ridefinito lo spumante del Penedès. È nato come risposta alle limitazioni della DO Cava, che non riconosceva né la diversità delle origini né la vinificazione nella propria tenuta.


“Corpinnat non è solo un marchio; è un progetto sociale che unisce e rafforza un territorio che ancora soffre i bassi prezzi dell'uva. Non va contro nessuno; va a favore della viticoltura, del terroir e delle persone che lavorano la terra”, spiega Ton con passione. Il suo sogno, tanto ambizioso quanto fermo, è che un amante del vino a New York associ Corpinnat con la stessa grandezza di Champagne.


Guardando indietro, si comprende che entrare in Recaredo, percorrere la sua cantina e condividere un momento con Ton è scoprire che, dietro ogni bottiglia, ci sono sforzo, entusiasmo e un sogno realizzato. E se quel momento arriva accompagnato da un calice di Serral del Vell, l'esperienza diventa totale e ci ricorda che l'autentico —fatto con passione e rispetto— lascia sempre un segno.