Raventós i Blanc, un universo in equilibrio
Viticoltori da cinque secoli, la famiglia Raventós rappresenta la più lunga saga di tradizione vinicola documentata in Europa che, dal 1497 e attraverso quasi 21 generazioni, ha saputo lavorare, comprendere, recuperare e apprezzare la terra che li ha visti nascere. Un impegno pieno di affetto ed emozione che trasmettono ai loro vigneti e che curano come uno di famiglia. Il loro sistema di vinificazione è di per sé un intero universo in equilibrio.
Abbiamo visitato la tenuta Raventós i Blanc per conoscere da vicino l'origine dei grandi spumanti che producono.

Sono molti gli anni che sostengono la loro tradizione e il buon lavoro nella vigna. Nel 1872 Josep Raventós i Fatjó creò il primo spumante di Spagna elaborato con il metodo tradizionale e solo pochi giorni fa il vino spumante Mas del Serral 2007, di Pepe Raventós, è stato premiato come Miglior Vino dell'edizione 2020 della Guia de Vins de Catalunya, riconosciuto anche come Miglior Vino nella categoria degli spumanti.
Un viaggio di almeno due secoli tra uno spumante e l'altro che mette in evidenza la filosofia di Raventós i Blanc: l'universalità che viene dalle radici, dal locale, la possibilità di fare un viaggio alle origini di un vino attraverso esso stesso, il punto di incontro tra passato e futuro lavorando con austerità per ottenere il massimo potenziale delle parcelle e così, dalla conoscenza del terroir e recuperando le forme di un tempo, raggiungere la durabilità e l'eleganza senza rinunciare alla personalità.
Riprendendo il concetto di terroir, in Raventós i Blanc lo hanno molto chiaro e puntano a rivendicare il luogo che conferisce loro un carattere proprio: la Conca del Riu Anoia.
Manuel Raventós Domènech ha viaggiato per molte regioni vinicole, specialmente per la Champagne e questa esperienza gli ha permesso di riaffermare l'immenso potenziale del suo terroir per la produzione di spumanti di alta qualità.
I suoli su cui si trova la tenuta hanno una storia che inizia 40 milioni di anni fa, con la formazione delle catene montuose dei Pirenei, Pre-Pirenei, Litorale e Pre-Litorale. 20 milioni di anni fa si creò la Valle del Penedès che rimase per 4 milioni di anni coperta dal Mare Mediterraneo. La disseccazione dell'estuario dell'Anoia ha lasciato scoperti innumerevoli fossili marini che ancora si possono identificare nella roccia madre di carattere calcareo che si trova nelle parcelle di Raventós i Blanc e che conferisce una mineralità che apporta una personalità unica ai loro vini. Sono gli unici a lavorare sotto la denominazione “Conca del Riu Anoia” come difesa e rivendicazione di questa importante identità per i loro spumanti.
Si dice che il termine francese terroir si componga di tre parti: suoli, clima e uomo.

Abbiamo parlato dell'influenza del caratteristico suolo su cui si trova Raventós i Blanc sulla personalità e l'eleganza dei loro vini, ma anche il loro carattere proviene in buona misura dal microclima della tenuta: inverni miti e estati calde e secche che, grazie alla vicinanza al mare, moderano le variazioni termiche mentre la catena Litorale la protegge dall'umidità e la sierra di Compte e Montserrat la isola dal freddo dei Pirenei.
Questo microclima è anche definito dal Turó del Serral e dalle sue pendici, dal lago che si trova nella tenuta e dalle masse boschive che la circondano.

La situazione orografica e climatica della tenuta non sarebbe nulla senza il lavoro dell'uomo. Cinque secoli di insegnamento per Raventós i Blanc che nel corso di questo tempo hanno stabilito quattro importanti impegni:
Personalità Ancestrale
La tenuta lavora esclusivamente con varietà autoctone che sono quelle meglio adattate al clima e che rappresentano fedelmente il terreno in cui sono coltivate.
Equilibrio Costante
In Raventós i Blanc lavorano in modo completamente biodinamico. È una tenuta autosufficiente dove si comprende l'importanza di lavorare in un ciclo vitale che collega la cura della terra in modo naturale, attraverso preparati organici, e la stretta relazione con gli animali che abitano nella loro fattoria e che contribuiscono al mantenimento delle parcelle, tutto ciò con l'obiettivo di costituire un universo equilibrato che restituisce all'ambiente tutta la ricchezza che si ottiene da esso attraverso i frutti e che poi si trasmette grazie ai loro vini.

Natura e uomo
Tutto ciò ci porta a una stretta relazione tra uomo e natura dove l'interazione dà come risultato un ecosistema equilibrato. Si recupera il lavoro con gli animali che è meno invasivo per la vigna e i suoli e che contribuisce a far convivere uomo, animale e pianta in sincronia.

Il silenzio del tempo
Tutto il lavoro che si svolge in campo, e grazie alla stretta relazione in questo cerchio di convivenza uomo-animale-pianta, non può essere trascurato in cantina dove si cerca che la calma e la cura siano i migliori strumenti per dare forma a ciò che la natura offre e a che quel carattere così unico che conferiscono i loro suoli si rifletta infine in ciascuno dei loro spumanti che vengono elaborati con cura e che riposano un minimo di 18 mesi prima di essere immessi sul mercato. Vini che si affinano con i loro lieviti autoctoni e che con pazienza affinano le loro bollicine, alcuni possono anche passare anni di affinamento per esprimere tutto il loro potenziale varietale accompagnato da quella sottile nota minerale caratteristica del terreno che li vede nascere.

Il risultato è indiscutibile e, se non ne sei convinto, basta stappare una bottiglia di uno dei loro spumanti per verificarlo di persona come abbiamo fatto noi che abbiamo avuto l'opportunità di scendere in una delle sale più belle e impressionanti della cantina, dove nella quiete e nel silenzio riposano grandi annate di Raventós i Blanc, e che è stato il luogo ideale per degustare tre spumanti della cantina:
“Raventós i Blanc Gran Reserva de la Finca 2015”, elaborato con le tre varietà rappresentative del Penedès: macabeo, parellada e xarel·lo. Freschezza minerale ideale per avvicinarsi agli spumanti della cantina.
“Raventós i Blanc Textures de Pedra 2015”, un interessante “blanc de negres” di produzione limitata elaborato con xarel·lo, sumoll e con una varietà tinta autoctona recuperata chiamata bastard negre. Autenticità e pura espressione del terroir!
E infine abbiamo degustato “Raventós i Blanc de Nit 2017”, un sottile ed elegante spumante di leggero tono rosato frutto del coupage delle varietà bianche xarel·lo, macabeu e parellada, e dell'uva tinta monastrell, che gli conferisce colore e complessità.
Tutta questa capacità di comprendere da dove proviene ciò che abbiamo nel nostro bicchiere non sarebbe possibile senza opportunità come questa. Gratitudine totale alla tenuta Raventós i Blanc per averci aperto le sue porte e averci permesso di entrare in questo loro sincronizzato universo. Un ringraziamento speciale a Pepe Tarrida, la nostra paziente guida che ci ha regalato un'esperienza che ti invitiamo a provare.
