Conservazione del vino: Contiene solfiti
Molti di voi si chiederanno cosa significhi «Contiene solfiti», che da qualche anno leggete su quasi tutte le controetichette dei vini che consumate.

Iniziamo risolvendo i dubbi: l'anidride solforosa, chiamata anche solfito, è uno degli additivi alimentari più antichi, già utilizzato da greci e romani.
Nell'Unione Europea dal 2005, la legislazione impone la dicitura «Contiene solfiti» per i vini che contengono più di 10 mg/l di diossido di zolfo, cioè più del 95% dei vini commercializzati.
L'anidride solforosa, o diossido di zolfo, noto anche come antiossidante E-220 e con formula chimica SO2, è imprescindibile e indispensabile in tutta la produzione di vini per le sue proprietà.
– Antiossidante, evitando così l'ossidazione dei vini e la perdita o alterazione di aroma e colore.
– Antiossidasico, inibisce gli enzimi Lacasa e Tirosinasi, che provengono dalle uve marce e potrebbero alterare gravemente l'aroma e il sapore del vino.
– Antimicrobico, inibisce i lieviti autoctoni della vigna per evitare fermentazioni spontanee, inibisce anche i batteri acetici e lattici evitando così la formazione di acido acetico, responsabile dell'inacidimento del vino.
Al contrario, l'anidride solforosa in alte concentrazioni può alterare l'aroma e il sapore del vino e può essere nociva per la salute del consumatore. Per questo motivo le dosi massime sono molto controllate: per i vini dolci le più elevate, 400 mg/l di SO2 totale, per evitare che lo zucchero residuo fermenti in bottiglia, per i vini bianchi e rosati 210 mg/l di SO2 totale, poiché sono più fragili dei rossi sia in termini di aromi che di ossidazione, infine per i vini rossi, 160 mg/l di SO2 totale, che contenendo polifenoli che sono antiossidanti, antociani e tannini, richiedono una minore quantità di solfiti.
In conclusione, con un corretto utilizzo del SO2, possibilmente molto inferiore ai massimi stabiliti, potremo evitare che i vini siano più poveri in aromi e colore, evitare ossidazioni indesiderate, garantire la minore acidità volatile possibile e ottenere vini più strutturati che possano avere una lunga vita in bottiglia.