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Decántalo
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Scoprendo La Salada con Toni Carbó

30/04/2025 Interviste
Scoprendo La Salada con Toni Carbó

In una nuova intervista di Decántalo, scopriamo i vini liberi e autentici che riflettono l'anima di La Salada e che, pur non essendo legati a nessuna D.O., sono profondamente connessi al Penedés.

Appena si arriva a Les Parellades, un piccolo quartiere di El Pla del Penedès (Catalogna), già si intravede la sagoma di Toni Carbó in lontananza, a bordo del suo trattore. Qui, nel Penedès, le recenti piogge sono state generose, le erbe crescono rigogliose ovunque e il lavoro, come dice lo stesso Toni, non finisce mai. Quale modo migliore per introdurci a La Salada!


Per comprendere veramente il suo progetto, non c'è modo migliore che salire sul suo furgone e lasciarsi condurre fino all'origine di tutto: la vigna che già coltivavano i suoi nonni. Sebbene le piogge abbiano reso i sentieri difficili e le erbe facciano il loro gioco, arrivare alla masia di Cal Ton de La Salada è come fare un viaggio nel tempo. Lì è nato suo nonno e lì i suoi antenati lavorarono le vigne del "Signore". Il paesaggio è spettacolare, ma tra tutte le vigne, ce ne sono alcune che spiccano per la loro bellezza selvaggia: quelle di Toni. Come dice lui stesso con un sorriso: “le mie sono quelle con più erbe”.

Toni non si definisce biodinamico, anche se condivide molti dei suoi valori. Preferisce parlare di connessione, di legame reale con la terra. Per lui, dover acquistare preparati o seguire normative che lo allontanano dal contatto diretto con la vigna non ha senso. Il suo è essere lì, ogni giorno, come hanno fatto suo nonno e suo padre. Perché Toni crede nella vigna, non nelle etichette. E per questo cura personalmente le 23 ettari familiari e altre 3 di amici e vicini.

Vigne ecologiche lavorate con rispetto e sensibilità, e vini elaborati con la minima intervento, cercando sempre di esprimere ciò che la terra ha da dire. Sono vini naturali, profondamente legati al Penedès, ma senza legarsi a nessuna denominazione di origine. Toni desidera vini liberi, che respirino autenticità e riflettano l'anima di La Salada.

Sebbene questo progetto sia profondamente personale, Toni non è nuovo nel mondo del vino. Tutta la sua vita è stata legata alla vigna, è cresciuto tra le viti, ha studiato in una scuola agraria pensata per figli di pagesos (agricoltori, in catalano), e insieme al suo amico Ramón Jané, ha creato il progetto Mas Candí. Ma è stato un bicchiere —anzi, tre— a cambiargli la vita: un vino del maestro dei vini naturali catalani, Laureano Serres. Il primo bicchiere lo ha sconcertato, il secondo lo ha intrigato, e il terzo lo ha innamorato. Da allora, non ha smesso di indagare, leggere, chiedere... cercare.

Una delle sue grandi ispirazioni è stata La Dive Bouteille, una fiera di vini naturali vicino a Saumur (Francia), considerata una delle più importanti al mondo. Lì non ha trovato abiti eleganti né discorsi pomposi: ha trovato passione, terra, e conversazioni reali sulle vigne, non sul marketing.

Toni non smette di sperimentare e va un passo oltre. Oggi sta sviluppando coupages direttamente nella vigna, piantando diverse varietà nella stessa parcella per vinificarle insieme. Una scommessa che nasce dalla sua filosofia essenziale: tutto è nel vigneto.

E così è come Toni elabora i suoi vini: unici, autentici, diversi. Dal contenuto al contenitore. Ogni etichetta, ogni nome, parla di un momento, una storia, un'emozione vissuta. E La Salada non è solo vino. È un modo di essere nel mondo.