Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il vino Chianti conobbe un'impennata di popolarità negli Stati Uniti, spinta dall'immigrazione italiana e dal crescente interesse per i prodotti italiani. Il Chianti divenne rapidamente un'icona della dolce vita italiana, consolidando il suo posto nella cultura pop attraverso film di Hollywood e riferimenti nei media. Tuttavia, il suo successo non fu privo di sfide. La proliferazione di vini che utilizzavano il nome Chianti senza rispettare gli standard tradizionali o senza provenire dalla regione originale minacciava di diluirne il prestigio. Per proteggere l'autenticità e la qualità del vero Chianti, nel 1924 un gruppo di viticoltori della regione decise di agire. Così nacque il "Consorzio per la Difesa del Vino Tipico del Chianti", un'organizzazione destinata a salvaguardare la reputazione del Chianti di fronte alla mancanza di regolamentazione e al rischio di contraffazioni. Uno dei nomi rispettati per la dedizione alla produzione di vini che incarnano la ricca storia e l'eccellenza del Chianti, senza dubbio, fu sin dagli inizi Ormanni. Una tenuta storica che ha le sue origini nel 1818 e che, fino ad oggi, ha perseguito l'eccellenza e l'autenticità del terroir.
Attualmente, grazie a una gestione moderna e diretta, il suo vino di ingresso, Ormanni Chianti, proviene da vigneti situati a Poggibonsi, a Siena (Toscana). Un blend di sangiovese con una piccola aggiunta di merlot coltivati in modo ecologico e vendemmiati manualmente con selezione in vigna. In cantina, le uve selezionate, diraspate e pigiate, passano attraverso una fermentazione in serbatoi di acciaio inossidabile a temperatura controllata. Successivamente, il vino matura per circa 10-12 mesi in serbatoi di cemento.
Gustoso e versatile, Ormanni Chianti riflette fedelmente l'eccellenza e il terroir di questa regione toscana. Un Chianti che, al pari del "Consorzio per la Difesa del Vino Tipico del Chianti" a suo tempo, mantiene viva la connessione tra la storia vinicola e la sua presenza nella cultura globale.