Contadino di nascita nella località di Castellaneta, nella regione della Puglia (Italia), Francesco Valentino Dibenedetto è alla ricerca della condizione archetipica del suolo, dell'ecosistema e del vigneto, da cui il nome della cantina L'Archetipo. Con questo intento, nel 1980 trasforma il suo progetto in biologico e nel 2000 lo converte in biodinamico. Tuttavia, non soddisfatto dei risultati, compie un ulteriore passo adottando l'agricoltura sinergica, un approccio sostenibile che massimizza la produzione attraverso l'interazione e la diversità di piante e animali, imitando i principi degli ecosistemi naturali. Insieme alla moglie Anna Maria e ai suoi quattro figli —Carlo Nazareno, Domenico, Andrea e Marie Clelia— i suoi vini hanno guadagnato riconoscimento e sono diventati alcune delle referenze più importanti del sud Italia.
Nel suo impegno per le varietà autoctone, presenta L'Archetipo Rosato di Susumaniello Salento, un vino rosato ottenuto da un piccolo vigneto di 2 ettari, dove si recupera la susumaniello, una varietà emblematica della Puglia in cui L'Archetipo ripone piena fiducia. Il suo nome, che nel dialetto locale fa riferimento all'alta produttività della pianta perché produce grappoli "come un asino", riflette la ricchezza della tradizione vitivinicola della regione. Le uve sono coltivate seguendo i principi di Rudolf Steiner, e la vendemmia viene effettuata manualmente nel momento ottimale di maturazione. In cantina, la frutta viene diraspata e pigiata per avviare una macerazione con le bucce per 10 ore. Successivamente, si procede con un travaso e una pressatura delicata, seguiti dalla fermentazione alcolica, che inizia con lieviti indigeni in serbatoi di acciaio inossidabile. Il vino rimane in questi stessi recipienti con le sue fecce per 7 mesi, durante i quali si verifica la fermentazione malolattica. Infine, viene imbottigliato senza chiarifica né filtrazione, e con una minima aggiunta di anidride solforosa.
Incluso nella IGT Salento, L'Archetipo Rosato di Susumaniello Salento è il risultato della riscoperta di viti dimenticate e una celebrazione dell'eredità vitivinicola della Puglia. Un vino fresco, intenso e con una personalità propria che riflette la passione e la dedizione di Francesco e della sua famiglia.