Nella nostra infanzia, tutti abbiamo letto o, almeno, sentito parlare de "Los Cinco", la leggendaria collezione di Enid Blyton. Quel gruppo inseparabile di ragazzi viveva avventure lungo la costa inglese, tra misteri, scogliere e interminabili estati. A Labastida, cinque viticoltori di nuova generazione —Jorge Gil, Íñigo Perea, Luis Salazar, Alain Quintana e Alberto Martínez— hanno creato la loro versione di quella storia. Qui non ci sono isole né enigmi nascosti, bensì viti, vendemmie e molto vino.
Tutto è iniziato con la vendemmia del 2020. Qualcosa ha cominciato a muoversi nella Rioja Alavesa. Stanchi di vedere come la tradizione vinicola si stesse sbiadendo di fronte all'industrializzazione, questi cinque coraggiosi hanno deciso di recuperare l'essenza dei loro antenati: produrre vino con le proprie uve, le proprie mani e la propria intuizione. Così è nato Cosecheros de Labastida, un progetto che rivendica la figura del viticoltore di una volta, colui che coltiva, vinifica e imbottiglia il proprio vino senza dipendere da grandi cantine o formule commerciali.
Con il supporto di Telmo Rodríguez e la Granja Nuestra Señora de Remelluri, il gruppo ha restituito al vino di Labastida un modo di intendere la campagna che sembrava dimenticato: semplice, onesto e profondamente legato alla terra. Il loro obiettivo non è competere con nessuno, ma mostrare la diversità e l'autenticità del vero terroir.
Di questi cinque giovani coraggiosi, Jorge Gil è il più esperto. Con oltre 31 vendemmie alle spalle, il suo vino Saigoba rende omaggio a quella decisione e al rispetto per la storia familiare. È il primo vigneto che Jorge ha acquistato dopo essere diventato viticoltore, e in esso combina tempranillo, viura, moscatel e garnacha, varietà tradizionali della Rioja Alavesa. Il vino, appartenente alla DOCa Rioja, matura per 12 mesi in botte, guadagnando struttura senza perdere freschezza.
Saigoba è un rosso onesto, equilibrato e con anima. Un vino che, come tutti i vini di “Los Cinco de Labastida”, non cerca di abbagliare, ma di scrivere la propria storia: quella di un ritorno alle radici, al vino fatto con tempo, terra e verità.